Tomato+ e la possibilità di coltivare in casa in modo cosciente

Tomato+ e l’orto in casa è possibile

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Un giardino in casa. Una serra portatile. Un utile mezzo per coltivare e controllare i nutrienti delle verdure con cui poi ci alimenteremo. Tomato+ è una piccola rivoluzione in tal senso. Il sogno di avere germogli, verdura fresca e sempre a disposizione anche in appartamento risulta oggi una pratica molto più facile. E questa rivoluzione tocca anche il settore dei professionisti che si stanno appassionando sempre di più ad una produzione diretta degli ingredienti che utilizzano nelle loro cucine professionali. Ma non solo: Tomato+ si pone come centrale anche nel discorso del chilometro zero, dell’utilizzo di risorse idriche in modo cosciente e, in discorsi futuri più ampi, anche socialmente rilevanti rispetto il fabbisogno di popolazioni che non hanno risorse agricole od idriche importanti. Facciamo due chiacchiere con Daniele Rossi, CEO di Tomato+
Ciao Daniele, e grazie per la disponibilità! Ci spieghi bene come funziona Tomato+? Da come la pianta si nutre a quali sono le piante consigliate da coltivare nel vostro strumento…

Grazie a Tomato+ hai verdura fresca, spezie ed erbe aromatiche ogni volta che lo desideri. Un mini-orto Made in Italy, indipendente dalle stagioni e dal clima. Tomato+ permette quindi di assaporare gli aromi e i profumi tipici della cucina mediterranea direttamente a casa tua o a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia.

Funziona in modo molto semplice; Tomato+ è una serra da interni completamente automatizzata; grazie al software da noi elaborato, si ha la possibilità di riprodurre climi differenti, ogni ripiano quindi a seconda della verdura scelta si imposterà automaticamente riproducendo il clima più ideale per la coltivazione scelta; l’umidità e la temperatura sono controllate ed i LED simulano la fase solare e lunare dettando i ritmi naturali del giorno e della notte.

Per il nutrimento delle nostre piante è necessario introdurre venti litri circa di acqua demineralizzata ogni 2/4 settimane, all’interno del locale tecnico, che si trova nella parte inferiore di Tomato+ ed i relativi nutrienti. Le nostre colture crescono in un sistema idroponico, le radici delle piante si nutrono quindi in un sottile strato d’acqua; questo ci permette di non avere contaminazioni dal suolo, dall’aria e dall’ambiente, escludendo così i principali fattori dell’inquinamento, l’utilizzo di pesticidi o additivi chimici e garantendo quindi un prodotto 100% naturale con una qualità assoluta.

Le colture disponibili ad oggi sono davvero tante, ma molte altre sono in fase di progettazione e presto arriveranno sul mercato. Per tenersi aggiornati basta scaricare l’aggiornamento del software sul nostro sito, scaricarlo tramite una chiavetta USB e caricarlo nella presa USB del Tomato+, la nostra serra si aggiornerà automaticamente, sarà sempre aggiornata e pronta ad ospitare le nuove colture sviluppate dal team di Tomato+.

Cialde: cosa sono e come sono realizzate?

Le cialde sono pensate per essere utilizzate da chiunque, esse contengono substrati naturali, semi di elevata qualità, nessun OGM, nessun additivo chimico, antiparassitario o pesticida. Confezionate sottovuoto, in ambienti controllati, mantengono invariate le caratteristiche di freschezza e germinabilità per 12 mesi.

Plastica? Carta? Alluminio? Vetro? Dimentica tutto. Le cialde sono realizzate in materiali biodegradabili e compostabili. Ti basta gettarle nell’umido e loro torneranno a essere fertilizzante naturale per il tuo giardino o combustibile ecologico per riscaldare la tua casa. Dopo aver versato nel serbatoio l’acqua demineralizzata e i nutrienti, basterà quindi selezionare tramite il software la coltura desiderata; Tomato+ a questo punto ricreerà il clima ottimale per la coltivazione. Successivamente alloggiate le cialde nei sesti d’impianto del cassetto che avete selezionato e la verdura crescerà in completa autonomia gestita dal nostro software “Michele”.

Le cialde sono acquistabili on line presso il nostro sito ufficiale.


Possiamo dire che Tomato+ è uno strumento eco compatibile? In che modo viene posta attenzione sull’argomento “risparmio idrico”?

Tomato+ è stata pensata in un’ottica innovativa e rivoluzionaria per l’ambiente e per un consumo più consapevole e rispettoso del nostro pianeta. E’ risaputo che l’uomo preleva per irrigare molta più acqua di quanta il pianeta possa rifornire: i prelievi per usi irrigui superano, infatti, in molte zone la capacità di apporto dei corsi d’acqua, delle piogge e quella di ricostituzione delle riserve naturali.

La FAO, in un rapporto nel 2013 “Food Wastage Footprint: Impacts on Natural Resources”, analizzando l’impatto delle perdite alimentari dal punto di vista ambientale, ha evidenziato come il cibo che viene prodotto, ma non consumato (circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo l’anno), sperpera un volume di acqua pari al flusso annuo di un fiume come il Volga; utilizza 1,4 miliardi di ettari di terreno (quasi il 30% della superficie agricola mondiale) ed è responsabile della produzione di 3,3 miliardi di tonnellate di gas serra.

Nei Paesi del Sud del mondo, l’acqua utilizzata per l’irrigazione rappresenta ben il 91% del consumo idrico (rispetto al 39% dei paesi ad alto reddito), ma la produzione agricola è pari ad un terzo di quella dei paesi industrializzati, poiché metà dell’acqua destinata all’irrigazione evapora per le elevate temperature, oppure si perde per strada a causa di perdite lungo le reti idriche che distribuiscono l’acqua.

Sul piano nazionale, la Risoluzione n. 8-00108 del 6 maggio 2015, adottata dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, sulle risultanze dell’EXPO 2015 e finalizzata alla trasposizione in un protocollo internazionale, rileva come l’agricoltura industrializzata concorra alla responsabilità del riscaldamento globale, emettendo più gas serra di tutti i mezzi di trasporto messi insieme a causa del metano prodotto dagli allevamenti intensivi, del protossido di azoto dei campi fertilizzati e dell’anidride carbonica che deriva dal disboscamento delle foreste pluviali per liberare terreni da coltivare o adibire a pascolo.

E’ chiaro pertanto come ad oggi sia aumentata la consapevolezza sulla necessità di pensare ed investire su tecnologie e sistemi di produzione alternativi, che rispettino l’ambiente limitando gli sprechi idrici e l’emissione di gas nocivi.

E’ in tale visione innovativa che è si inserisce Tomato+: lo stesso si configura infatti come un sistema di auto produzione idroponica a “cm zero”, che genera alimenti sempre freschi in quanto prodotti direttamente sulla tavola del consumatore finale, con emissioni irrisorie di CO2 e zero sprechi di risorse idriche.

L’acqua utilizzata viene misurata alla goccia, in modo da averne un consumo ottimale per creare un determinato clima in ogni singolo “cassetto” idroponico, e utilizzando le risorse idriche strettamente necessarie alla produzione di ortaggi e simili per una famiglia media; basti pensare che l’apporto d’acqua necessaria per produrre un kg di verdura in idroponica è di 2 litri, mentre in campo è di 45 litri.

Poi ci sono le problematiche legate ai centri urbani. Circa il 54 % della popolazione mondiale attualmente vive in aree urbane, una percentuale che, secondo uno studio dell’Onu del 2014, dovrebbe aumentare al 66 % entro il 2050.

Secondo gli addetti ai lavori, il fenomeno dell’urbanizzazione, combinata con la crescita complessiva della popolazione mondiale, potrebbe dunque aggiungere un altro 2,5 miliardi di persone a popolazioni urbane entro la metà del secolo, con un aumento concentrato in gran parte nei paesi in via di sviluppo.

Gli abitanti delle grandi metropoli del mondo, completamente slegati dalla terra e stipati in edifici sviluppati in verticale, ad oggi si vedono costretti ad acquistare la totalità dei prodotti alimentari alla grande distribuzione, senza alcuna certezza sulla provenienza e con poca informazione sulla qualità e sugli effettivi elementi nutritivi degli stessi.

Tomato+ consentirebbe, anche nei grandi agglomerati urbani dove i cittadini sono costretti ad usare mascherine per proteggersi dall’inquinamento, di avere una produzione di ortaggi direttamente nel proprio appartamento per 365 giorni l’anno, in modo completamente svincolato dall’ambiente esterno ed andando ad occupare uno spazio circa pari a quello di un frigorifero.

Come clienti poi abbiamo ristoranti di alta qualità. Nonostante la crisi economica ancora in corso, il fenomeno del c.d. “bio-boom” è una tendenza che dal mercato retail si sta propagando nel mondo della ristorazione.

Benché il prodotto biologico mantenga una media dei prezzi superiore al 20-30 % rispetto ai prodotti convenzionali, i ristoranti che utilizzano prodotti bio e che hanno adottato la filosofia dello slow food sono in continuo aumento e nei paesi del Nord Europa rappresentano già uno standard.

Contro il dilagare dei fast food ed a favore del km 0, considerando che un pasto medio ad oggi percorre in circa 2.000 km prima di giungere a tavola, sta nascendo dunque una nuova corrente di pensiero tra i consumatori a cui la ristorazione ha risposto con una crescita esponenziale dell’offerta.

Ebbene, Tomato+ va oltre il km zero ed il biologico: i ristoranti d’eccellenza potrebbero auto certificare i propri alimenti, producendoli direttamente ed assicurando personalmente la qualità degli stessi.

Gli esercizi di ristorazione in tal modo avranno la possibilità di proporre ai loro clienti prodotti freschi, indipendentemente dalla stagione e senza sostenere i rilevanti costi di acquisto di prodotti biologici a terzi.

Che sviluppi vedi nel futuro dell’agricoltura “da casa”?

Tutti sognano di avere un orto italiano. Mangiare bene, nutrendosi di alimenti sani, significa vivere bene: tra i consumatori sta crescendo questa consapevolezza. E’ noto come l’Italia rappresenti un punto di rifermento per tutti coloro che ricerchino l’eccellenza nel settore alimentare. Milioni di persone, famiglie e ristoranti d’eccellenza sognano di avere a propria disposizione, nel quotidiano, prodotti di qualità provenienti dal nostro Paese senza doversi recare in Italia ovvero sostenere costi spropositati di esportazione. Ebbene, con Tomato+ tale sogno sarebbe finalmente realizzabile: da New York a San Paolo, da Bankok a Pechino chiunque potrebbe avere il suo mini-orto made in Italy direttamente nelle propria abitazione.

Grazie all’utilizzo di semplici capsule in cialde biodegradabili, i consumatori potranno produrre da sé verdure e spezie italiane, portando nei propri appartamenti tutte le proprietà nutritive ed i sapori tipici della cucina mediterranea, indipendentemente dal clima, dalle stagioni e dal luogo in cui risiedono.

E’ risaputo quanto i prodotti alimentari italiani siano rinomati all’estero. D’altronde è sufficiente avere soggiornato per brevi periodi in Paesi stranieri per rendersi conto di quanto sia costoso ed a volte impossibile cucinare delle pietanze italiane: i prodotti sono difficili da trovare, sono troppo costosi e la qualità spesso insoddisfacente. In particolar modo pensiamo a quei paesi in cui le risorse idriche siano scarse ovvero in cui il clima non permetta di sostenere delle culture di tipo mediterraneo (si ricorda, infatti che, secondo la classificazione climatica, il clima mediterraneo è il meno esteso dei climi temperati).

Tomato+ rappresenta una rivoluzione della concezione stessa dell’orticultura, da sempre strettamente connessa al clima ed alle grandi coltivazioni intensive che impoveriscono la terra ed il pianeta. Con una serra indoor per la coltivazione domestica di ortaggi e simili le persone potranno autoprodursi verdure e spezie non disponibili nei loro Paesi ovvero vendute a prezzi spropositati e di qualità medio bassa.

L’eccellenza e la salute alimentare non saranno più appannaggio di pochi, ma entreranno nelle case delle persone comuni, permettendo anche a chi non ha ingenti disponibilità economiche di nutrirsi con prodotti sani ed introvabili nel proprio territorio.

Esistono ristoranti e chef che ti hanno già chiesto Tomato+ e che lo utilizzano nei loro spazi? 

IL DESCO “Verona”

LEON D’ORO “Verona”

LA RUCOLA 2.0 “Sirmione”

FELIX LO BASSO “Milano”

LA FILANDA “Asola”

JIOIA ACADEMY – Pietro Leemann (Milano)

COQUIS “Ateneo italiano della cucina” (Roma)

DELFINO “Viterbo”

SALA MENSA “Brescia”

L’OSTERIA DELLE STREGHE “Brescia”

Poi abbiamo anche dei distributori:

TOP KITCHEN “Roma”

BOFFI “Milano”

DESIGN ELEMENTI “Milano- Macerata”

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