De Manincor: ecocompatibilità al servizio della cottura perfetta

De Manincor: ecocompatibilità al servizio della cottura perfetta

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«De Manincor fabbrica cucine da cinque generazioni». Questa la frase di apertura del sito internet di uno dei produttori di strumenti professionali per cucine di maggior tradizione e qualità in Italia. Ci siamo interfacciati con loro che, con impegno e passione, distribuiscono ed esportano i loro prodotti in tutto il mondo. Con particolare attenzione all’ecocompatibilità, alla catena del freddo, al rispetto della tradizione e lo sviluppo dei mercati esteri sconvolto dagli ultimi accadimenti geopolitici.
Salve Walter, grazie innanzitutto per la disponibilità. Iniziamo con chiederle un po’ della storia della sua azienda: origini e crescita negli anni…

La nostra azienda affonda le sue origini nell’’800 e oggi sono fiero rappresentante di una tradizione che continua nel mondo della cucina da 5 generazioni. Inizialmente l’attività del mio avo era quella di fabbro nel piccolo paesino a nord di Trento. Qui si sa, il fabbro fa un po’ di tutto e quindi anche le prime cucine a legna in acciaio e ghisa.

L’approccio al mondo della ristorazione professionale è avvenuto a partire dai primi anni del dopoguerra. Abbiamo seguito tutta l’evoluzione della cosiddetta Grande Cuisine dalle versioni a legna, poi a carbone, a gasolio, a gas e ora a induzione multipoint con controllo remoto.

Inizialmente il mercato era essenzialmente regionale e si è poi allargato sempre più fino al mondo globale di oggi.

Tecnologia ed ecocompatibilità: in che modo DeManincor riesce ad utilizzare la tecnologia per tenere sotto controllo emissioni ed essere più sostenibile possibile?

Lo sviluppo di tutti nostri ultimi prodotti si muove esattamente in questa direzione.

Abbiamo sviluppato un sistema, TCS Total Control System, che permette di gestire da remoto la cucina nel suo complesso. Il sistema oltre a consentire di avere la statistica di utilizzo e consumo di tutti gli equipaggiamenti (HACCP), permette di personalizzare i vari parametri (temperatura, umidità, potenza, orari, ..) migliorando le performance delle singole funzioni e ottimizzandone i consumi.

Inoltre il nostro servizio di assistenza può verificare ed intervenire anche in remoto, con enormi risparmi di tempo.

Per questi motivi il TCS ha ottenuto il prestigioso premio britannico “Building Performance Award 2017” della CIBSE (the Chartered Institution of Building Services Engineers) e verrà premiato con lo Smart Label alla Fiera HOST Milano del prossimo ottobre 2017.

Quali sono i vostri prodotti di punta in chiave professionale? Lavorate più sul “tailor made” o su prodotti già precostituiti?

DeManincor produce sistemi per la ristorazione 100% su misura. Non abbiamo moduli né prodotti standard e per questo ci consideriamo un po’ i sarti della ristorazione. I progetti vengono infatti sviluppati “sartorialmente” sugli ambienti del cliente e in base alle sue precise esigenze tecniche.

Sicuramente osserviamo la tendenza ormai consolidata in Italia del passaggio all’induzione e all’elettrico in generale, rispetto al gas. Notiamo la crescente ricerca di cucine a vista, che quindi diventano colorate e non più solo in inox. Noi utilizziamo per esempio solo smalti porcellanati e non vernici, perché decisamente più resistenti nel tempo.

L’attenzione all’igiene e alla pulizia è al massimo possibile. I nostri monoblocchi infatti hanno angoli arrotondati in tutte le direzioni. Anche i vani interni sono raggiati (H3), ovvero non presentano alcun angolo squadrato né sotto, né sopra né nella parete interna dei vani: questo permette una pulizia estremamente più semplice efficace perché di fatto elimina le cosiddette “dirt trap”.  

Cucine a legna: agli occhi esterni potrebbero sembrare prodotti un po’ fuori dal tempo. Qual è il target che raggiunge questa tipologia di prodotto?

Le Cucine a Legna sono il prodotto storico dell’azienda e rappresentano oggi sicuramente una nicchia di mercato. Tuttavia sono diffuse nelle zone non urbane un po’ in tutta Europa. Le vendiamo anche in Giappone, Stati Uniti, Canada.

La Cucina a Legna resta comunque un prodotto interessante e attuale perché permette di unire all’elemento “Cottura” anche la funzione del “Riscaldamento”. Questa combinazione consente così, a chi ha facilità di accesso alla legna, di avere un sicuro risparmio economico.

Quali sono i prodotti più innovativi che avete a disposizione per la conservazione degli alimenti?

Sicuramente la nostra nuova Linea FREDDO è quanto più tecnologicamente avanzato si possa trovare nel mondo della ristorazione.

Per citare alcuni dei PLUS del nostro prodotto: gli spessori maggiorati dei materiali e degli isolamenti, la resistenza delle griglie che scorrono su supporti rinforzati e anti-ribaltamento, le guarnizioni morbide speciali per evitare le rotture, le porte auto-chiudenti e con cerniere rinforzate, il sistema di diffusione del freddo all’interno della camera, le dimensioni e le soluzioni estetiche personalizzabili. Il tutto gestibile in remoto su un tablet con il nostro sistema TCS.

Rapporti con le istituzioni: lo Stato italiano tutela le aziende artigianali come voi dalla concorrenza straniera?

Non particolarmente.

Export: che percentuale del fatturato annuo è realizzato all’estero?

Nel complesso il mercato italiano rappresenta per noi il mercato principale, l’export rappresenta circa il 30% del nostro fatturato.

Ci sono comunque grandi differenze a seconda della linea di prodotto.

Quali sono i mercati esteri più fruttuosi per la vostra azienda?

A seconda dei prodotti aziendali, possiamo dire che i nostri mercati principali sono quelli storici europei: Francia, Germania, Gran Bretagna e Russia.

In totale dal 2016 abbiamo esportato i nostri prodotti in ben 27 paesi del mondo.

Brexit e Trump: che conseguenze pratiche state avvertendo a seguito di questi due fattori nuovi sugli scenari geopolitici ed economici?

Lavoriamo molto con l’Inghilterra e quindi siamo molto preoccupati per la BREXIT. Alcune conseguenza pratiche si avvertono già e sono decisamente forti. Il grande impatto lo avvertiamo con il tasso di cambio: la sterlina si è deprezzata passando da 1.42 a 1.09 GBP/EUR, negli ultimi 2 anni. Questo significa che i nostri prodotti risultano decisamente più “cari” sul mercato UK.

Volendo essere positivi: questo è vero anche per i nostri concorrenti, tutti europei.   

In generale però la situazione è critica: parliamo quotidianamente con ristoratori che soffrono l’aumento delle materie prime (la maggior parte di verdura, frutta, carne viene dall’UE), aumento che non possono “girare” alla clientela e devono assorbire integralmente. Questo nel medio periodo potrebbe bloccare o spostare in avanti alcuni investimenti.

Non lavoriamo molto con gli Stati Uniti e quindi non abbiamo avuto nessun impatto dalla politica Trump, mentre possiamo testimoniare un grosso colpo sul mercato russo a seguito delle sanzioni. In Russia l’effetto del deprezzamento della moneta (il rublo è passato da 80 RUB/EUR a 60 nel giro di un anno, ora è in risalita) è stato pesante e aggravato dalle sanzioni (in entrambe le direzioni!!).

Lo stato dell’arte dell’Italia: che cosa chiedereste allo Stato per migliorare la situazione attuale in cui versano moltissime aziende italiane?

Banalmente si potrebbe rispondere meno tasse e meno burocrazia. Tuttavia quello che serve è più mercato, quindi focalizzerei l’attenzione sui sistemi per incentivare gli investimenti in nuovi progetti, le assunzioni delle aziende, la visibilità delle aziende italiane, il brand “Made in Italy” in maniera univoca nazionale.

Un’ultima domanda sul vostro splendido Trentino: abbiamo già intervistato Riccardo Felicetti, imprenditore vostro corregionale. E’ una Regione in crescita economica? E’ davvero più facile fare impresa in Trentino Alto Adige, piuttosto che in altre zone italiane?

Il Trentino-Alto Adige è una regione relativamente piccola (la provincia di Trento ha gli abitanti di un paio di quartieri romani) e soprattutto frontaliera. Le imprese sono quindi votate naturalmente all’Export. È innegabile il legame storico al mondo tedesco e questo legame si vede anche nel mondo delle aziende, che tendono per vicinanza anche geografica ad affacciarsi ai mercati del Nord. Questo è stato sicuramente un elemento di “vantaggio” in questi ultimi anni, in cui il mercato interno italiano è calato in moltissimi settori.

 

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