Il Convivio Troiani si rinnova e apre le porte al pubblico con un nuovo look e due linee di cucina | LaBrigata.Net

Il Convivio Troiani si rinnova e apre le porte al pubblico con un nuovo look e due linee di cucina

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IL CONVIVIO TROIANI. UN NUOVO CONCEPT, ANZI QUATTRO.

Il Convivio si rinnova. Il ristorante dei fratelli Troiani cambia pelle con un concept tutto nuovo, ispirato alla storia del rione e alle sue tradizioni più antiche. Quattro sale, ognuna con una mise en place diversa e la sua storia da raccontare: La Galleria, dove sono state ritrovate antiche collezioni di opere; Il Chiostro, il vecchio cortile dove si svolgevano tutte le attività all’aperto, dalla ferratura dei cavalli alla concia delle pelli; La Rimessa, locale che veniva utilizzato come deposito di carri e calessi; e infine la Loggia, l’antico ingresso, ambiente di snodo che negli anni fu utilizzato come legnaia e come magazzino di sacchi e altre materie prime. È questo il nuovo Convivio. L’atmosfera intima e cordiale di sempre, con la possibilità di prenotare ogni volta in una sala diversa.

La progettazione dei nuovi interni totalmente curata e diretta minuzziosamente da Leonardo Stabile, ha voluto trasformare una complicazione in un’opportunità (“questa volta l’ha combinata grossa” dicono i Fratelli Troiani). Il ristorante, incastonato in un antico palazzo rinascimentale, è infatti storicamente suddiviso in quattro sale separate. Da qui l’idea di differenziare i quattro ambienti, creando per ogni sala un’atmosfera unica e particolare. Gli antichi locali sono stati ulteriormente valorizzati dall’illuminazione, con l’obiettivo di dare più enfasi ai volumi e di ridisegnare le eleganti volte del 1500. Infine la ricerca storica, la storia del luogo che s’intreccia indissolubilmente con quella della famiglia Troiani, all’interno di uno spazio in cui il cliente viene accolto e accompagnato in un’esperienza di fruizione totalizzante che coinvolge tutti i sensi.

Il Convivio Troiani riconferma e valorizza così la sua sede storica. A due passi da Piazza Navona, all’interno dell’elegante palazzo di Vicolo dei Soldati, strada che probabilmente deve il suo nome alla presenza di un’antica caserma di milizie a difesa del pontefice. Un luogo unico e ricco di memoria, dove riscoprire i sapori, i profumi, le persone e i mestieri che hanno fatto la storia del Rione Ponte.

UN SOGNO REALIZZATO

Un sogno realizzato: ecco cosa rappresenta il Convivio per i tre fratelli Angelo, Giuseppe e Massimo. Aperto nel 1990, in pieno centro storico, negli anni è divenuto il simbolo della tradizione gastronomica romana d’eccellenza, ottenendo nel 1993 la Stella Michelin. Una consacrazione che ha premiato la “convivialità” di casa Troiani, quella convivialità che si assapora nel gusto dei piatti tradizionali proposti dallo chef Angelo Troiani e che si respira nella location in pieno centro storico in una delle vie più belle di Roma, a due passi da Piazza Navona. Emblema della cucina romana d’autore, il Convivio è un caposaldo storico della tradizione gastronomica della capitale.

Nulla è lasciato al caso, così come il look, il Convivio sempre al passo con i tempi è pronto a mettere in tavola un nuovo menù. Due le linee di cucina che lo chef stellato Angelo Troiani insieme a Daniele Lippi, hanno pensato di ideare. La cucina degli ingredienti e gli ingredienti della cucina, un dualismo sensoriale che abbraccia i palati più raffinati. Un gioco di parole dove alla base c’è ricerca, sperimentazione e attenzione alle materie prime. Un percorso gastronomico che punta su due concetti chiave dell’attuale modus vivendi italiano a tavola: la tradizione gastronomica made in Italy fatta di piatti tradizionali con ricette storiche e l’utilizzo sperimentale di prodotti healthy – o definiti superfood – prodotti tipici del mangiar sano moderno utilizzati come elementi chiave da inserire nei piatti.

OMAGGIO AL TERRITORIO

La cucina degli ingredienti è la cucina della tradizione. La linea che da sempre rappresenta il Convivio in Italia. Un omaggio al territorio, un legame profondo e fondamentale con la terra e i suoi prodotti. Racconta attraverso i suoi piatti i rapporti con i produttori locali e le materie prime eccellenti che stagionalmente possiamo trovare senza andare troppo lontano. E’ una dichiarazione d’amore dello chef Troiani a Roma e alla sua cucina. Dai fiori di zucca, al carciofo dalla romana alla giudia, alla trippa alla romana… di pescatrice, all’agnello brodettato, senza dimenticare l’Amatriciana, il piatto più famoso e mangiato dai romani, che Angelo ha rivisitato 28 anni fa e lo ha fatto suo. Una rivisitazione che ha rappresentato in quegli anni una rottura con la ricetta originale “per colpa” dell’utilizzo di due differenti tipi di guanciale e di pomodori e l’aggiunta dell’aceto balsamico. “L’altra Amatriciana”, così definita dai romani, è entrata a far parte della cultura culinaria della capitale come un vero caposaldo ed è il piatto più conosciuto della cucina dello chef Troiani.

SUPERFOOD

Gli ingredienti della cucina è la cucina del mangiar sano, è andare oltre i confini della territorialità per giocare con ingredienti healthy sperimentando nuove combinazioni di sapori. Rappresenta lo stile personalissimo dello chef Troiani e l’audacia di Daniele Lippi, di cucina sana e meditata. Piatti italiani ma che richiamano altri luoghi o altre culture con la semplice aggiunta del giusto ingrediente. L’utilizzo dell’acerola nell “ajo e ojo gamberi rossi, limone e menta”, delle bacche di goji nel “risotto zucca, curcuma e fegatelli”, della spirulina nel “San Pietro, finocchio e carciofi” contaminano e arricchiscono le tradizionali pietanze, nel rispetto del concetto di mangiar sano ma bene.

I superfood – prodotti ad alto apporto energetico e vitaminico che hanno già contaminato le abitudini alimentari delle famiglie italiane, prendendo sempre più piede (vedi bacche di goji, i semi di lino, semi di chia, la quinoa, la canapa, la acerola, l’aglio nero, la spirulina, l’acai) sono la scommessa di Angelo e Daniele: portare all’interno dell’alta ristorazione stellata una linea di cucina healty. <<la cucina sana è la cucina del futuro – spiega lo Chef Troiani – l’impegno mio e di Daniele Lippi è quello di consegnare a tavola un piatto che oltre ad avere valori nutrizionali straordinari li conserva>>.

 

 

 

 

 

 

Tra le novità del ristorante il tavolo sociale << quest’aria di cambiamento ha portato l’aggiunta di un tavolo sociale che può ospitare un massimo di 14 persone

– spiega Daniele – anche il menù infatti sarà dedicato all’interazione e alla condivisione tra i nostri ospiti per vivere un’esperienza dinamica e social >>.

 

QUARANTAMILA BOTTIGLIE

Dalla sapiente gestione di Massimo Troiani, il Convivio vanta una cantina dei vini di quasi 40.000 bottiglie con una selezione di etichette straordinarie sia italiane che francesi. Una collezione di etichette di alta qualità che percorre tutte le regioni d’Italia dalle annate più giovani e correnti, ai grandi vini del passato che vanta il riconoscimento del “Best of Award of Excellence” da oltre dieci anni. Vini bianchi del 1956, del 1983, del 1992 e vini rossi con una selezione premiata nel 2016 dal Leccio d’Oro, un’importante riconoscimento che premia nel mondo la più bella carta dei vini di Brunello. Vini Rossi che abbracciano l’Italia e la Francia: oltre 300 etichette di Barolo proposte (una selezione che parte dal 1961), oltre 250 etichette di vini rossi dal mondo dove la Francia ha molto spazio, con tutte le più importanti etichette compreso il Romanée Conti e 120 etichette di bollicine.

Senza dimenticare la produzione alla mescita, 46 etichette che spaziano tra i bianchi, bollicine, vini rossi e i vini dolci. Una selezione che racconta il frutto di ricerche per proporre una varietà di esperienze olfattive e gustative di alto livello.  Dal Solaia 1997, al Sassicaia 1996, al Brunello Col d’Orcia 1985, al Langhe Costa Russi 1997 di Gaja e per arrivare ad altre 20 etichette straordinarie.

Da sempre il vino è elemento di “convivialità” e proprio grazie ad una cantina così ben fornita come quella del Convivio è sempre possibile trovare il giusto abbinamento, per accontentare anche i gusti più ricercati.

 <<Una bottiglia di vino è un’esperienza: mi riporta al passato con i trascorsi della mia vita, con i ricordi più scolpiti della mia esperienza, per questo forse amo i vini maturi e serviti dopo almeno 10/12 anni e proporli con la stessa aspettativa di piacere e di sensazioni positive ai miei clienti, il vino deve essere bevuto quando è straordinario, odio sentirmi dire, “sarà buono tra 2 o 3 anni”>>, racconta la sua passione per i vini Massimo Troiani che insieme a Giacomo, il sommelier, sperimentano scelte e abbinamenti, che Luca, il direttore di sala, propone ai clienti. Deve essere un piacere, un’esperienza positiva di gusto, di tempo ben speso, di rapporto con altre persone”, Un “Convivio”, appunto.

 

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